Tre Esse Italia – Guidonia Montecelio

DEFINIZIONE AGEVOLATE DELLE INGIUNZIONI DI PAGAMENTO - ROTTAMAZIONE

Con Deliberazione n.13 del 31/01/2017, assunta con i poteri del Consiglio Comunale, il Commissario straordinario ha approvato il Regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali, anche tributarie, non riscosse a seguito della notifica di ingiunzioni di pagamento.

I contribuenti interessati potranno presentare istanza di adesione al concessionario incaricato entro il 02/05/2017. Per ogni ulteriore informazione, è possibile consultare il regolamento allegato nella sezione "Coattivo- Normativa Comunale" .  

   

IUC - IMPOSTA UNICA COMUNALE - Anno 2017

Gentile Contribuente,

in esecuzione della legge di stabilità 2014 (legge n. 147 del 27.12.2013), è stata istituita la nuova imposta IUC ( Imposta Unica Comunale ). L'imposta si basa su due presupposti impositivi, uno costituito dal possesso dell' immobile collegato alla sua natura e valore e l'altro collegato alla fruizione dei servizi comunali. La IUC è composta dai seguenti tributi:

-    IMU   - Imposta municipale propria, di natura patrimoniale dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali;

-    TASI - Tributo sui servizi indivisibili a carico sia del detentore che del possessore dell'immobile, escluse le abitazioni principali;

-    TARI - Tassa sui rifiuti destinata a finanziare il 100% dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a carico del detentore o del possessore dell'immobile.

 

 

TARI - Tassa sui Rifiuti

Per quanto riguarda la TARI - Tassa sui rifiuti, la Tre Esse Italia S.r.l., al fine di agevolare i contribuenti, ha già inviato i modelli di pagamento precompilati per provvedere al versamento con le modalità e con le scadenze di seguito indicate:

   

1^Rata

2^Rata

3^Rata

4^Rata

     
   

30/04/2017

31/05/2017

 30/06/2017

 31/07/2017

     
                 

oppure in unica soluzione entro il:

Rata unica

ATTENZIONE: EFFETTUANDO IL PAGAMENTO DELLA RATA UNICA NON DOVRANNO ESSERE VERSATE ALTRE RATE

     

31/05/2017

IUC - PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE

I soggetti passivi devono presentare la dichiarazione entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso o la detenzione dei locali e delle aree assoggettabili al tributo, secondo le modalità previste dalla vigente Normativa.

INFORMAZIONI E ASSISTENZA

Per qualsiasi dubbio e informazione, la S.V. potrà recarsi presso lo Sportello del Cittadino, ubicato in Via Vincenzo Lunardi, 7 - Guidonia Montecelio,  dove il personale della Tre Esse Italia S.r.l. (concessionario per la riscossione), vi fornirà tutta l'assistenza necessaria all'adempimento di cui alla presente comunicazione. Gli orari di apertura al pubblico dello sportello sono i seguenti:

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Sabato

09:00 -13:00

09:00 -13:00

09:00 -13:00

09:00 -13:00

09:00 -13:00

10:00 -13:00

14:00 - 17:00

14:00 - 18:00

14:00 - 17:00

14:00 - 18:00

14:00 - 17:00

--------------

Le stesse richieste potranno essere effettuate anche telefonicamente contattandoci al n. 0774-300699. L'assistenza potrà anche essere richiesta tramite fax al n. 0774-1920134 oppure tramite e-mail all'indirizzo guidoniamontecelio@treesseitalia.it

Nella sezione collegamenti, del Portale del Comune di Guidonia Montecelio (www.guidonia.org), è stato attivato il link "Sportello Telematico del Contribuente" che fornisce informazioni dettagliate riguardo alla IUC - Imposta Comunale Unica.

Sulla stessa sezione web, è possibile conoscere la normativa nazionale e quella comunale, stampare la modulistica di riferimento e simulare il calcolo del tributo attraverso gli strumenti informatico disponibili, che permetteranno alle SS.VV. di determinare l'importo dovuto e di stampare il modello F24 precompilato.

IMU - Imposta Municipale Propria


CHI DEVE PAGARE

L'IMU deve essere pagata da tutti i proprietari di fabbricati, aree edificabili, dai titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, superficie, enfiteusi, ecc.), dagli utilizzatori con contratti di leasing finanziario e dai concessionari di beni demaniali, ad eccezione dei proprietari di fabbricati adibiti ad abitazione principale e relative pertinenze (nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali C/2, C/6, C/7), con esclusione dei fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e relative pertinenze.

ESENZIONI

1)    abitazioni principali e le relative pertinenze, esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 per i quali, dall'imposta dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione e relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200,00 rapportati al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione. Se l'unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.

Sono equiparati alle abitazioni principali:

a) l'unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata;

b) a partire dall'anno 2015 è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all' Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso;

c) le abitazioni ricadenti nelle aree interessate al fenomeno della subsidenza e per le quali è stata emessa ordinanza sindacale di sgombero limitatamente al periodo in cui permane lo stesso;

2)    unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari ivi incluse le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisiti della residenza anagrafica;

3)    fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del  Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008;

4)    casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;

5)    unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;

6)    fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all'art. 9, comma 3-bis, del decreto legge 30 dicembre 1993, n. 557 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1994, n. 133;

7)    fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati;

8)    ai "terreni agricoli";

9)    si applicano, inoltre, le esenzioni previste dal comma 8, dell'articolo 9, del D.lgs. n. 23/2011.

COME CALCOLARE L'IMPOSTA

L'imposta dovuta deve essere calcolata sulla base imponibile che è determinata come segue:

 

Fabbricati:

Per i fabbricati iscritti in catasto la rendita catastale, vigente al 1° gennaio 2016,  è rivalutata del 5% e moltiplicata per un coefficiente pari a: 160 per le categorie  A  (escluso A/10) -  C/2, C/6, C/7;  80 per le Categorie A/10 e D5; 140 per le categorie "B" e C/3, C/4, C/5; 55 per la categoria C/1; 65 per le categorie "D" (escluso D5).

 

Per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale "D", non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, la base imponibile è il valore risultante dalle scritture contabili, aggiornato con i coefficienti di cui al Decreto del Ministero delle Finanze (art. 5, comma 3 del D.lgs. n. 504/1992).

La base imponibile è  ridotta del 50 %:

a) A decorrere dall'anno di imposta 2016 per le abitazioni concesse in comodato d'uso gratuito dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, ai sensi di quanto disposto dal comma 10, dell'art. 1, della legge 28/12/2015, n. 208 - Legge di Stabilità 2016, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie A/1, A/8 e A/9, la base imponibile è ridotta del 50%. L'abbattimento della base imponibile opera a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all'immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastale A/1, A/8 e A/9; ai fini dell'applicazione delle disposizioni della presente lettera, il soggetto passivo attesta il possesso dei suddetti requisiti nel modello di dichiarazione di cui all'art. 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23. Il contratto deve essere registrato presso un qualunque ufficio dell'Agenzia delle Entrate, secondo le procedure dello steso Ente indicate. Non vale nessuna scrittura privata o altra forma/dichiarazione di concessione di comodato;

b) Per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui all'articolo 10 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;

c) Per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono dette condizioni. La norma prevede che l'inagibilità o l'inabitabilità sia accertata dall'ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente.

d) Per le abitazioni ricadenti nelle aree interessate dal fenomeno della subsidenza e per le quali è stata emessa ordinanza sindacale di sgombero;

e) Per le abitazioni ricadenti nel complesso immobiliare denominato "Nucleo Storico Città di Fondazione" (Decreto Ministeriale del 30/08/2011 - Ministero dei Beni Culturali).

 

Aree fabbricabili:

L'IMU è dovuta anche sulle aree fabbricabili di cui all'art. 5, comma 5, del D.lgs. n. 504/1992, tenuto conto delle determinazioni di cui alla Delibera di C.C. n. 23 del 16/05/2007 e n. 33 del 09/06/2015, con le quali è possibile determinare il valore venale in comune commercio su cui applicare l'aliquota corrispondente.

Immobili locati a canone concordato:

Per gli immobili locati a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431, l'imposta, determinata applicando l'aliquota stabilita dal comune, è ridotta al 75 per cento.

QUANDO E COME PAGARE

Gentile Contribuente,

Le ricordiamo che entro il 16 Giugno 2017 deve essere effettuato il versamento in acconto dell'IMU-Imposta Municipale Propria per l'anno 2017.

Il versamento a saldo dell'IMU dovrà essere effettuato sulla base delle aliquote determinate per l'anno 2017, di seguito riportate:  

ALIQUOTE IMU 2017

Tipologia di Immobile

Aliquota Comune (‰ = per mille)

Aliquota Stato (‰ = per mille)

Abitazione principale  di categorie catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7, e relative pertinenze (categorie catastali C/2, C/6, C/7)

ESENTE

Abitazione principale categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e relative pertinenze (categorie catastali C/2, C/6, C/7)

4,00 %

 

Altri fabbricati e Aree fabbricabili

8,60 %

 

Altri fabbricati gruppo catastale "D"

1,00 %

7,60 %

Fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati (fabbricati merce)

ESENTE

Fabbricati rurali strumentali

ESENTE

Immobili non produttivi di reddito fondiario, immobili posseduti a soggetti passivi dell'IRES, immobili locati

8,60 %

 

Terreni agricoli

10,60 %

 

 

Esenti nei seguenti casi:

Terreni agricoli ubicati nei comuni compresi nell'elenco di cui alla M.F. n. 9 del 14/06/1993;

Terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli prof.li ex 10 L.99/2004 iscritti nella previdenza agricola;

Terreni agricoli ubicati nelle isole minori di cui all'allegato A annesso alla L.448/2001

Terreni agricoli a immutabile destinazione agrosilvo-pastorale e proprietà collettiva individuale e in usucapibile

 

 

Il pagamento dell'IMU deve essere effettuato tramite F24 e il codice Ente per il Comune di Guidonia Montecelio da utilizzare sugli appositi modelli per il versamento è E263, mentre i codici tributo da utilizzare sono i seguenti:

Tipologia immobili

Codice Tributo IMU quota Comune

Codice Tributo IMU quota Stato

Abitazione Principale

3912

-----------

Aree fabbricabili

3916

-----------

Altri fabbricati

3918

-----------

Gruppo catastale D

-----------

3925

 


Per calcolare la tua IMU clicca qui

TASI - Tassa sui servizi indivisibili

Con decorrenza 01.01.2014 la legge n. 147 del 27 dicembre 2013 (Legge di stabilità 2014) ha istituito il nuovo tributo sui servizi indivisibili - TASI. L'imposta si basa su due presupposti impositivi, uno costituito dal possesso di immobile collegato alla sua natura e valore e l'altro collegato alla fruizione dei servizi comunali. La TASI è la tassa diretta a coprire il costo per i servizi indivisibili forniti dal Comune quali illuminazione, sicurezza stradale, gestione degli impianti e delle reti pubbliche ecc..


CHI DEVE PAGARE

A partire dal 1° gennaio 2016 il Tributo sui Servizi Indivisibili - TASI è a carico, sia del possessore che dell'utilizzatore dell'immobile, escluse le unità immobiliari destinate ad abitazione principale dal possessore nonché dall'utilizzatore e dal suo nucleo familiare, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e relative pertinenze. La TASI è pertanto dovuta da chiunque possegga o detenga, a qualsiasi titolo fabbricati e aree edificabili.

Nel caso in cui l'unità immobiliare è occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull'unità immobiliare, quest'ultimo e l'occupante sono titolari di un'autonoma obbligazione tributaria e l'occupante versa la TASI nella misura del 30 per cento dell'ammontare complessivo mentre la restante parte è corrisposta dal titolare del diritto reale sull'unità immobiliare.

ESCLUSIONI ED ESENZIONI

Sono escluse dalla TASI:

Le aree comuni condominiali di cui all'articolo 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva.

Le unità immobiliari delle onlus e le unità immobiliari del culto, per le parti che dell'immobile della Chiesa che vengono utilizzate per lo svolgimento delle attività meritevoli, con modalità non commerciali (immobili destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, culturali, sportive).

 

Sono esenti dalla TASI:

Sono esenti dal tributo per i servizi indivisibili (TASI) gli immobili posseduti dallo Stato, nonché' gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali. Sono altresì esenti i rifugi alpini non custoditi, i punti d'appoggio e i bivacchi. Si applicano, inoltre, le esenzioni previste dall'articolo 7, comma 1, lettere b), c), d), e), f), ed i) del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504; ai fini dell'applicazione della lettera i) resta ferma l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 91-bis del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 e successive modificazioni. Sono altresì esenti i terreni agricoli.

CALCOLARE L'IMPOSTA

La base imponibile è quella prevista per l'applicazione dell'imposta municipale propria "IMU" di cui all'articolo 13 del decreto legge n. 201 del 2011 convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e smi. Occorre quindi prendere la rendita catastale, rivalutarla del 5%, moltiplicarla per il coefficiente corrispondente alla categoria catastale indicato nella sezione IMU  e, infine, moltiplicare il valore così ottenuto per l'aliquota TASI di seguito riportata. Per quanto riguarda le aree edificabili l'aliquota deve essere applicata sul valore venale in comune commercio determinato come nella sezione IMU.

 

Immobili locati a canone concordato:

Per gli immobili locati a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431, l'imposta, determinata applicando l'aliquota stabilita dal comune, è ridotta al 75 per cento.

QUANDO E COME PAGARE

Entro le scadenze di seguito indicate e con l'applicazione delle aliquote determinate dall'Amministrazione Comunale, nonché secondo quanto disposto dal Regolamento Comunale sull'applicazione della I.U.C., la S.V. dovrà provvedere al versamento del tributo dovuto avvalendosi della possibilità di versare in unica soluzione o in due rate.

 

ALIQUOTE TASI 2017

Tipologia di Immobile

Aliquota Comune (‰ = per mille)

Aliquota Stato (‰ = per mille)

Scadenza

Abitazione principale  di categorie catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7, e relative pertinenze (categorie catastali C/2, C/6, C/7)

ESENTE

1° RATA

(ACCONTO)

entro il

16 Giugno 2017

 

Abitazione principale categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e relative pertinenze (categorie catastali C/2, C/6, C/7)

2,00 %

 

 

 

Altri fabbricati e Aree fabbricabili

2,00 %

 

Altri fabbricati gruppo catastale "D"

2,00 %

 

Fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati (fabbricati merce)

2,50 %

 

2° RATA

(SALDO)

entro il

16 Dicembre 2017

Fabbricati rurali strumentali

1,00 %

 

Immobili non produttivi di reddito fondiario, immobili posseduti a soggetti passivi dell'IRES, immobili locati

2,00 %

 

Terreni agricoli

ESCLUSI

 

Il pagamento della TASI deve essere effettuato tramite F24 e il codice Ente per il Comune di Guidonia Montecelio da utilizzare sugli appositi modelli per il versamento è E263, mentre i codici tributo da utilizzare, come determinato dall'Agenzia delle Entrate con Risoluzione n. 46/E del 24/4/2014 sono i seguenti:

 

Tipologia immobili

Codice Tributo TASI

Abitazione principale e relative pertinenze

3958

Fabbricati rurali ad uso strumentale

3959

Aree fabbricabili

3960

Altri fabbricati

3961

PAGAMENTO CON MODELLO F24  

Per quanto riguarda la compilazione dell'F24 per il pagamento della TASI, la sezione da utilizzare è la seguente "SEZIONE IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI". Le somme devono essere indicate esclusivamente nella colonna "Importi a debito versati" con le seguenti indicazioni: 

  • Codice catastale: il codice catastale del Comune di Guidonia Montecelio, dovrà essere indicato nello spazio "Codice ente/codice comune". Il codice Ente per il Comune di Guidonia Montecelio da utilizzare sugli appositi modelli per il versamento è E263;
  • Ravvedimento: qualora il pagamento si riferisca ad un "Ravvedimento" dovrà essere barrata l'apposita casella ("Ravv");
  • Numero immobili: nello spazio "Numero immobili", il contribuente dovrà indicare il numero degli immobili (massimo 3 cifre);
  • Anno di riferimento: nello spazio "Anno di riferimento", il contribuente dovrà indicare l'anno d'imposta cui si riferisce il pagamento; nel caso in cui sia barrato lo spazio "Ravv." indicare l'anno in cui l'imposta avrebbe dovuto essere versata.

dati anagrafici ed il Codice Fiscale devono essere riferiti al contribuente ed indicati nella apposita sezione del modello F24 (sezione "contribuente" nella parte superiore del modello F24). L'importo totale da versare deve essere arrotondato all'euro, ossia fino a 49 centesimi si arrotonda per difetto e oltre 49 centesimi si arrotonda per  eccesso.

Per l'anno 2016, è possibile effettuare il versamento in un'unica soluzione (entro il 16 di Giugno), barrando entrambe le caselle acconto e saldo presenti sul modello F24 ("Acc" e "Saldo") oppure in due rate, barrando la casella "Acc" se il pagamento si riferisce all'acconto (prima rata prevista per il 16 Ottobre) e la casella "Saldo" se il pagamento si riferisce al saldo (seconda rata prevista per il 16 Dicembre).


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TASSA SUI RIFIUTI

Il Comune di Guidonia Montecelio, al fine di agevolare i contribuenti, in questi giorni sta inviando gli avvisi di pagamento precompilati per provvedere al versamento della Tari 2017, che dovrà essere pagata alle seguenti scadenze:

RATA SCADENZA
RATA 1 30/04/2017
RATA 2 31/05/2017
RATA 3 30/06/2017
RATA 4 31/07/2017
RATA UNICA 31/05/2017

INTRODUZIONE DELLA TARI

La legge di stabilità 2014 (legge n. 147 del 2013, commi da 641 a 668) disciplina l'applicazione della tassa sui rifiuti - TARI e ne individua il presupposto, i soggetti tenuti al pagamento, le riduzioni e le esclusioni, riprendendo, in larga parte, quanto previsto dalla normativa vigente in materia di TARES (che viene contestualmente abrogata). La TARI è - ai sensi dei precedente comma 432 - una articolazione, insieme alla TASI, della componente servizi della nuova Imposta unica comunale - IUC.

La TARI è l'acronimo di "Tassa sui Rifiuti", la nuova imposta comunale istituita con la legge di stabilità 2014. Essa, in pratica, prende il posto della vecchia Tares.

Il presupposto della Tari e' il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Quindi la nuova tassa sui rifiuti prevede che la somma da versare al Comune sia dovuta dagli inquilini, indipendentemente se proprietari o affittuari.

La Tari è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. In caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all'adempimento dell'unica obbligazione tributaria.

In caso di detenzione temporanea di durata non superiore a 6 mesi nel corso dello stesso anno solare, la Tasi è dovuta soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o superficie.

Nel caso di locali in multiproprietà e di centri commerciali integrati, il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento della Tari dovuta per i locali e le aree scoperte di uso comune e per i locali e le aree scoperte in uso esclusivo ai singoli possessori o detentori, fermi restando nei confronti di questi ultimi gli altri obblighi o diritti derivanti dal rappoto tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo.

L’Imposta Comunale sulla Pubblicità (I.C.P.), o in sostituzione i Comuni possono prevedere l’applicazione di un Canone per l’Installazione dei Mezzi Pubblicitari (C.I.M.P.) D.Lgs. 15.12.97 n. 446, consiste in un tributo a favore dei Comuni, che deve essere pagato per poter diffondere messaggi pubblicitari nell’esercizio di una attività economica, in luoghi pubblici o aperti al pubblico o che sia da tali luoghi percepibile, sia attraverso forme di comunicazione visive che acustiche e sia in forma permanente o temporanea.

I Comuni e le Province possono prevedere che l’occupazione, sia permanente che temporanea, di strade, aree e relativi spazi soprastanti e sottostanti appartenenti al proprio demanio o patrimonio indisponibile, comprese le aree destinate a mercati anche attrezzati, sia assoggettata, in sostituzione della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, al pagamento di un canone da parte del titolare della concessione, determinato nel medesimo atto di concessione in base a tariffa.
Il pagamento del canone (C.O.S.A.P.) può essere anche previsto per l’occupazione di aree private soggette a servitù di pubblico passaggio costituita nei modi di legge.
Il canone (C.O.S.A.P.) è disciplinato dal D.Lgs. n. 446 del 15/12/1997.

DEFINIZIONE AGEVOLATE DELLE INGIUNZIONI DI PAGAMENTO - ROTTAMAZIONE

Con Deliberazione n.13 del 31/01/2017, assunta con i poteri del Consiglio Comunale, il Commissario straordinario ha approvato il Regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali, anche tributarie, non riscosse a seguito della notifica di ingiunzioni di pagamento.

I contribuenti interessati potranno presentare istanza di adesione al concessionario incaricato entro il 02/05/2017. Per ogni ulteriore informazione, è possibile consultare il regolamento allegato nella sezione "Coattivo- Normativa Comunale" .

INGIUNZIONI DI PAGAMENTO - DEFINIZIONE AGEVOLATA

il Comune di Guidonia Montecelio, con Regolamento Comunale approvato con Delibera del Commissario Straordinario n. 13 del 31 gennaio 2017, ha aderito alla definizione agevolata delle entrate comunali, anche tributarie.
La definizione agevolata riguarda i provvedimenti di ingiunzione fiscale notificati alla data del 31/12/2016 e non pagati.
La definizione agevolata può riguardare anche un singolo debito incluso nell'ingiunzione di pagamento.

Come aderire alla definizione agevolata - ROTTAMAZIONE

Per aderire alla definizione agevolata è necessario compilare in ogni sua parte il modulo e presentarlo insieme alla copia del documento attraverso una delle seguenti modalità:

  • Consegna presso il protocollo del Comune di Guidonia Montecelio o presso gli uffici del Concessionario;
  • Invio tramite PEC al Comune oppure al Concessionario;

Il termine ultimo per presentare la richiesta di adesione è il 2 Maggio 2017;

Entro 30 giorni dalla data di ricevimento dell'istanza il Concessionario comunica l'accoglimento o il rigetto della stessa.
In caso di accoglimento, entro il 30 Giugno 2017, il Concessionario comunica al debitore l'ammontare complessivo delle singole rate nonché il giorno e il mese di scadenza di ognuna di esse, secondo le seguenti modalità:

1. versamento unico entro il mese di Luglio 2017;

2. versamento in due rate di pari importo entro i mesi di Luglio 2017 e Aprile 2018;

3. versamento in tre rate di pari importo entro i mesi di Luglio 2017, Novembre 2017 e Aprile 2018;

4. versamento in quattro rate di pari importo entro i mesi di Luglio 2017, Novembre 2017, Aprile 2018 e Settembre 2018.

RISCOSSIONE COATTIVA

Il recupero coattivo dei crediti tributari e patrimoniali, rappresenta sempre più un problema da risolvere e gestire con metodologie e strumenti efficienti ed efficaci.

La tempestività, gli strumenti tecnici e/o informatici insieme a procedure legali sono gli elementi fondamentali di un adeguato sistema di riscossione.

La Tre Esse Italia, in qualità di Società iscritta all'Albo dei Concessionari di cui l'art. 52 del DLgs 466/1997 e successive modifiche ed integrazioni, provvederà ad emettere l'ingiunzione di pagamento, sia per le Entrate di carattere tributario che di carattere patrimoniale o extra-tributario , come previsto dal Regio Decreto n.639.

INGIUNZIONE FISCALE

L'ingiunzione fiscale è l'atto iniziale della procedura di riscossione coattiva disciplinata dal Testo Unico approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n.639.
L'ingiunzione ha natura di atto amministrativo complesso, il quale non solo ha la funzione di formale accertamento del credito fondato sul potere della pubblica amministrazione di realizzare coattivamente le proprie pretese ma cumula in sè anche le caratteristiche di forma e di efficacia di titolo esecutivo e di precetto.
Le ingiunzioni fiscali sono atti emessi dall'Ente pubblico creditore (Tre Esse Italia Srl quale Concessionaria del Comune di Guidonia Montecelio), consistenti nell'ordine al debitore di pagare entro trenta giorni l'importo dovuto.
Si tratta di uno strumento che cumula in sè le caratteristiche del titolo esecutivo e del precetto.

L'ingiunzione fiscale è la conseguenza dell'iscrizione del contribuente inadempiente in una specifica lista di carico coattiva prodotta come conseguenza naturale del processo di riscossione, in caso di mancato pagamento degli atti emessi in precedenza (sollecito di pagamento notificato e avviso di accertamento).

Trascorsi 30 giorni dalla data di notifica, in assenza di pagamento e sempre che non sia stata concessa sospensione o dilazione, il contribuente incorre in uno stato di morosità che autorizza il Concessionario (Tre Esse Italia Srl) a dare avvio alle procedure esecutive esattoriali (dalle misure cautelari del fermo amministrativo e dell'ipoteca al pignoramento mobiliare,immobiliare ecc.) ai fini del soddisfacimento del credito.

Il contribuente, dunque, deve tener presente che dalla data di notifica dell'ingiunzione fiscale iniziano a decorrere i termini per il pagamento del dovuto o per contestare, tramite apposito ricorso, la legittimità dell'importo richiesto.

Il ricorso contro l'emissione dell'Ingiunzione Fiscale può essere proposto solo per i vizi propri dell'atto e gli eventuali errori di notifica dello stesso.
Le modalità e i termini per formulare il ricorso sono indicate nell' ingiunzione fiscale. La tipologia di ricorso varia in base alla natura del debito che è il parametro di individuazione dell'autorità competente a ricevere il ricorso.

PROCEDURE ESECUTIVE-CAUTELARI

Il fermo amministrativo dei beni mobili registrati è un provvedimento noto in gergo giornalistico come "ganasce fiscali" e può colpire autoveicoli, motoveicoli, aeromobili, barche e navi;
cioè tutti quei beni che, dai Pubblici Registri Mobiliari (P.R.A., Registro Navale, ecc.), risultano essere intestati al Contribuente.

Il Concessionario della Riscossione invia al Contribuente una lettera di preavviso di iscrizione del fermo amministrativo contenente la richiesta di pagamento del dovuto, entro 30 giorni dalla data di notifica del preavviso stesso, con l'avvertenza che, in difetto, il fermo del bene diventerà operativo a tutti gli effetti previa trascrizione nel Pubblico Registro Automobilistico.
Le conseguenze della trascrizione sono:

  • - il veicolo sottoposto a fermo non può circolare
  • - la violazione del divieto di cui al punto precedente comporta l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada (art. 214 del D.Lgs 285/92);
  • - la prosecuzione dell'attività esecutiva.

Il provvedimento di fermo comporta l'inopponibilità al Concessionario della Riscossione di successivi atti dispositivi del bene;
ciò significa che, se non viene pagato il debito che ha dato origine alla procedura, il Concessionario può sottoporre a pignoramento il bene fermato e venderlo all'asta, anche se nel frattempo l'auto è passata in proprietà ad un terzo a seguito di vendita.

La cancellazione del fermo è effettuata a cura del contribuente presso il PRA previa esibizione del provvedimento di revoca che il Concessionario rilascerà all'atto del saldo degli importi dovuti.
Nel caso, invece, il debito venga annullato per discarico dell'Ente Impositore, la cancellazione è effettuata gratuitamente dal Concessionario.
Con l'occasione si rammenta che ogni richiesta di provvedimenti di sospensione, rateazione o annullamento del debito non dovuto è di competenza esclusiva dell'Ente creditore.

L'ipoteca sugli Immobili è una procedura cautelare che colpisce uno o più immobili di proprietà del contribuente moroso.

E' una vera e propria ipoteca legale, una garanzia reale, che attribuisce al Concessionario della Riscossione il diritto ad una soddisfazione con preferenza sul prezzo del ricavato dell'espropriazione.

Contemporaneamente all'iscrizione dell'ipoteca (che viene effettuata per un valore doppio del debito comprensivo di interessi di mora, compensi e spese per procedure maturate), il Concessionario della Riscossione invia al debitore una lettera di comunicazione dell'iscrizione dell'ipoteca, nella quale si invita al pagamento onde evitare la successiva vendita dell'immobile all'asta.
Se il debito che ha dato origine all'ipoteca non risulta nel frattempo pagato, il Concessionario della Riscossione può iniziare gli atti esecutivi di espropriazione e vendita.

Il Pignoramento Immobiliare è l'atto esecutivo del Concessionario con il quale ha inizio la procedura per la vendita all'asta dell'immobile di proprietà del contribuente.

Il pignoramento immobiliare, solitamente successivo all'ipoteca, può essere effettuato subito nel caso di debiti superiori ad € 20.000,00 con un limite di pignorabilità di un importo pari ad € 120.000,00.

Il pignoramento immobiliare non può aver luogo al di sotto di tale limite quantitativo; al contrario, è sempre possibile attivare l'ipoteca, in quanto procedura cautelare e non esecutiva.
Per il perfezionamento del pignoramento immobiliare il concessionario della riscossione provvede alla trascrizione del pignoramento stesso e dell'avviso di vendita all'asta con le date indicate per gli incanti, presso la Conservatoria dei Pubblici Registri Immobiliari dove è censito l'immobile.
Il pignoramento mobiliare è l'atto esecutivo con il quale il Concessionario, tramite gli Ufficiali di Riscossione, procede al pignoramento dei beni mobili di proprietà del debitore presso l'abitazione del contribuente oppure nei locali dove, in qualità di titolare, svolge la sua attività professionale, commerciale o artigianale. I beni mobili pignorati, in caso di mancato pagamento, sono poi venduti all'asta.

Il pignoramento di crediti presso Terzi è un atto esecutivo, con il quale il Concessionario della Riscossione procede al pignoramento di crediti che il contribuente moroso vanta presso Terzi.

Il caso delle retribuzioni che il dipendente percepisce mensilmente dal datore di lavoro, delle pensioni corrisposte da Enti Previdenziali, dei crediti presso i committenti per le prestazioni professionali svolte dai lavoratori autonomi, dei fitti per locazioni di immobili, ecc...

Nel caso il contribuente sia titolare di un rapporto di lavoro subordinato, il pignoramento presso terzi può essere eseguito direttamente dal Concessionario della Riscossione senza ricorrere al Giudice dell'Esecuzione.
In sostanza, il datore di lavoro versa direttamente al Concessionario parte della retribuzione dovuta al contribuente-dipendente (nel limite di un quinto della retribuzione stessa).
In tutti gli altri casi (lavoro autonomo, prestazioni professionali, etc.) sarà invece il Giudice dell'Esecuzione, previa citazione e successiva dichiarazione positiva del Terzo, ad emettere ordinanza di assegnazione di importo corrispondente al credito per il quale si procede.

NORMATIVA COMUNALE :

ISTANZA D'ADESIONE ALLA DIFINIZIONE AGEVOLATA

REGOLAMENTO DEFINIZIONE AGEVOLATA

DCS COMMISSARIO STRAORDINARIO

NORMATIVA NAZIONALE :

- Decreto Regio n° 639 del 1910
- DPR n° 602 del 29 settembre 1973
- Legge 689/81
- Legge di stabilità
- Legge n° 296 del 2006 (Finanziaria 2007)
- Legge n° 212 del 27 luglio 2000 - STATUTO DEL CONTRIBUENTE
- D.lgs n° 546 del 1992
- D.lgs n° 473 del 1997
- D.lgs n° 472 del 1997
- D.lgs n° 471 del 1997
- D.lgs n°218 del 19 giugno 1997 - Accertamento con adesione

CONTRASTO EVASIONE

Accertamento dei Tributi Locali Tarsu/Tares e Ici/Imu

L'accertamento in materia di tributi locali

La Legge 96/2006 (Finanziaria 2007) ha uniformato i tratti essenziali dell'accertamento e della riscossione di tutti i tributi locali. In particolare, gli enti locali, rispettivamente ai tributi di propria competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all'accertamento d'ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato.

Gli avvisi di accertamento in rettifica e d'ufficio devono essere motivati e devono contenere, altresì, l'indicazione dell'ufficio presso il quale è possibile avere informazioni complete in merito all'atto notificato, del responsabile del procedimento, dell'organo o dell'autorità amministrativa presso i quali è possibile promuovere un riesame, del termine e dell'organo giurisdizionale cui è possibile ricorrere, nonché il termine di 60 giorni entro cui effettuare il relativo pagamento.
I suddetti avvisi devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

Avviso di accertamento: definizione 

L'Avviso di accertamento è un' atto emesso dalla Tre Esse Italia in qualità di società Concessionaria del Comune di Guidonia Montecelio. I casi per i quali possono essere emessi irelativi avvisi di accertamento, sono i seguenti: omessa o infedele denuncia e tardivo, parziale o mancato pagamento di Tarsu/Tares, ICI/IMU.

NORMATIVA NAZIONALE

La disciplina delle sanzioni tributarie è contenuta in tre decreti legislativi dedicati rispettivamente:

- Il decreto legislativo 18.12.1997 n° 471, alla riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi; 

- Il decreto legislativo 18.12.1997 n° 472, alle disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie; 

- DICHIARAZIONE TASSA OCCUPAZIONE SPAZI ED AREE PUBBLICHE PERMANENTE
Modello per la dichiarazione di esposizione di pubblicità permanente ai fini dell'Imposta comunale sulla Pubblicità (art.8 D.LGS. 15 novembre 1993, n. 507).
- DICHIARAZIONE TASSA OCCUPAZIONE SPAZI ED AREE PUBBLICHE TEMPORANEA
Modello per la dichiarazione di esposizione di pubblicità temporanea ai fini dell'Imposta comunale sulla Pubblicità (art.8 D.LGS. 15 novembre 1993, n. 507).
- DICHIARAZIONE IMPOSTA COMUNALE PUBBLICITA' PERMANENTE
Modello per la dichiarazione di esposizione di pubblicità permanente ai fini dell'Imposta comunale sulla Pubblicità (art.8 D.LGS. 15 novembre 1993, n. 507).
- DICHIARAZIONE IMPOSTA COMUNALE PUBBLICITA' TEMPORANEA
Modello per la dichiarazione di esposizione di pubblicità temporanea ai fini dell'Imposta comunale sulla Pubblicità (art.8 D.LGS. 15 novembre 1993, n. 507).
- DISDETTA IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITA'
Modello per la dichiarazione di disdetta di pubblicità ai fini dell'Imposta comunale sulla Pubblicità (art.8 D.LGS. 15 novembre 1993, n. 507).
- RICHIESTA DI VARIAZIONE IMPIANTO PUBBLICITARIO
Modello per la dichiarazione di variazione di pubblicità ai fini dell'Imposta comunale sulla Pubblicità (art.8 D.LGS. 15 novembre 1993, n. 507).
- RICHIESTA DI RIMBORSO
Modello per la richiesta di rimborso ai fini dell'Imposta comunale sulla Pubblicità (art.9 D.LGS. 15 novembre 1993, n. 507).
- ISTANZA DI AUTOTUTELA
Istanza di esercizio del potere di autotutela, ai sensi dell’art. 68 del D.P.R. 27.03.1992 n. 287 e del D.M. 11.02.1997 n. 37
- ISTANZA DI RATEIZZAZIONE
(Dichiarazione sostitutiva ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 445/2000)
- COMUNICAZIONE INDIRIZZO PEC
Modulo per la comunicazione del proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata.

FAQ IUC – TASI – Il proprietario paga solo l’IMU o anche la TASI?

L’IMU non è stata sostituita dalla TASI ma è stata abolita solo per le abitazioni principali diverse da quelle di lusso (A/1, A/8 e A/9).
Quindi, il proprietario paga tutti e due i tributi, sempre nel rispetto del limite secondo il quale la somma delle aliquote della TASI e dell’IMU per ciascuna tipologia di immobile non è superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile.
Per il 2014, l’aliquota massima della TASI non può eccedere il 2,5 per mille.
Per il solo anno 2014 il comune può deliberare una maggiorazione di aliquota TASI non superiore complessivamente allo 0,8 per mille tra l’abitazione principale e gli altri immobili.

FAQ IUC – TASI – Nel silenzio della norma, la TASI va calcolata sui giorni di possesso o sui mesi, applicando, in quest’ultimo caso, le regole dell’IMU (ossia conteggiando per intero il mese nel quale il possesso o la detenzione si sono protratti per almeno 15 giorni)?

Si ritiene che si possano applicare, in questo caso, le regole dell’IMU.

FAQ IUC – TASI – E’ legittimo ritenere che la rata d’acconto TASI debba essere calcolata seguendo le stesse regole dell’IMU e non sia, quindi, rapportata al periodo di riferimento (es. trimestre, semestre, ecc)?

Si ritiene che si possano applicare, anche in questo caso, le regole dell’IMU.
Se, ad esempio, il contribuente ha acquistato il fabbricato a maggio, la prima rata deve essere calcolata in ragione del 50%

FAQ IUC – TASI – Considerando che l’art. 1, comma 675, della legge di stabilità per l’anno 2014 dispone che la base imponibile della TASI è quella prevista per l’IMU, si chiede se trovino automatica applicazione le riduzioni al 50% del valore imponibile di cui all’art. 13, comma 3, del D.L. n. 201 del 2011, concernenti gli immobili inagibili o inabitabili e i fabbricati di interesse storico e artistico.

Il comma 675 dell’art. 1 della legge di stabilità 2014, prevede che la base imponibile della TASI è quella stabilita per l’applicazione dell’IMU;
pertanto, si ritiene che si debbano applicare tutte le disposizioni concernenti la determinazione della base imponibile IMU, comprese quelle attinenti agli immobili di interesse storico artistico e ai fabbricati inagibili o inabitabili.

FAQ IUC – TASI – Nella riformulazione del comma 669, dell’art. 1 della legge di stabilità per l’anno 2014, il presupposto impositivo della TASI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati ivi compresa l’abitazione principale e le aree edificabili, come definiti ai fini IMU, ad eccezione in ogni caso dei terreni agricoli. Si chiede se il rinvio alla disciplina IMU, per la definizione degli immobili da assoggettare al tributo, comporta l’applicazione del comma 2 dell’art. 13, D.L. n 201/2011, secondo cui per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali di cui all’art. 1 del D.Lgs n. 99/2004, iscritti alla previdenza agricola, trova applicazione la c.d. “fictio iuris” (ex art. 2, comma 1 del D.Lgs n. 504/92), per effetto della quale non si considerano fabbricabili i terreni posseduti e condotti dai predetti soggetti e sui quali persiste l’esercizio delle attività agricole. Si chiede, cioè, se per tali beni, dal momento che vengono considerati terreni agricoli, vale l’esclusione ai fini TASI.

Al quesito si deve dare risposta positiva. Pertanto, sono esclusi dalla TASI i terreni posseduti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’art. 1 del D. Lgs n. 99 del 2004, iscritti alla previdenza agricola e condotti dagli stessi soggetti, sui quali persiste l’esercizio delle attività agricole.

FAQ IUC – TASI – L’art. 1, comma 671, della legge di stabilità per il 2014 stabilisce che la TASI è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo le unità immobiliari di cui al comma 669 della stessa legge.

Nel caso in cui le aree edificabili non sono possedute da coltivatori diretti (CD) e da imprenditori agricoli professionali (IAP) di cui all’art. 1 del D. Lgs n. 99 del 2004, iscritti alla previdenza agricola, ma sono date in affitto a CD o IAP che coltivano l’area edificabile, la TASI è dovuta?
In caso di risposta positiva, si chiede se l’eventuale detentore o utilizzatore del terreno (affittuario o comodatario) è tenuto a pagare la quota di sua spettanza, a norma dall’art. 1, comma 681, L. n. 147/2013.
La TASI è dovuta, poiché il terreno resta area edificabile. L’imposta complessiva deve essere determinata con riferimento alle condizioni del proprietario e, successivamente, ripartita tra quest’ultimo e l’affittuario o il comodatario sulla base delle percentuali stabilite dal comune.

FAQ IUC – TASI – Posto che l’art. 1, comma 671, della legge di stabilità per l’anno 2014 dispone che i possessori sono coobbligati in solido al pagamento della TASI, a prescindere quindi dalla quota di possesso, qualora un fabbricato sia posseduto da due soggetti con percentuali di proprietà diverse (es. comproprietario A 70% e comproprietario B 30%) e solo per uno dei due (ad es. il soggetto B) quell’immobile sia adibito ad abitazione principale, come devono pagare i due soggetti nel caso in cui il Comune abbia fissato un’aliquota del 3 per mille per l’abitazione principale e dello zero per mille per gli altri immobili?

Ognuno dei possessori paga in base alla propria quota e applica l’aliquota relativa alla propria condizione soggettiva.
Pertanto, se uno solo dei comproprietari ha adibito ad abitazione principale l’immobile, detto soggetto applicherà l’aliquota, pari al 3 per mille, e l’eventuale detrazione deliberate dal comune.
La disposizione di cui al comma 671 richiamata nel quesito consente al comune di rivolgersi indifferentemente all’uno o all’altro soggetto coobbligato per la riscossione dell’intero debito tributario. La solidarietà prevista dalla norma non incide, quindi, sulla determinazione del tributo.

FAQ IUC – TASI – Si chiede se per un appartamento in multiproprietà facente parte di un immobile nel quale è presente una sala condominiale autonomamente accatastata, il proprietario paga per la quota di possesso dell’appartamento oppure l’amministratore versa per la sala condominiale rivalendosi sui singoli.

L’amministratore è tenuto al versamento sia dei locali di uso comune sia di quelli utilizzati in regime di multiproprietà, seguendo un’interpretazione anche in linea con l’esigenza di semplificazione degli adempimenti tributari.
L’amministratore si rivarrà nei confronti dei singoli proprietari in ragione delle quote di possesso.

FAQ IUC – TASI – Come si ripartisce la TASI nel caso in cui l’immobile è locato?

Il comma 681 dell’art. 1 della legge di stabilità 2014, prevede che il titolare del diritto reale e l’occupante sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria;
l’occupante versa la TASI nella misura compresa tra il 10 e il 30 per cento dell’ammontare complessivo dell’imposta, in base alla percentuale stabilita dal comune nel proprio regolamento, calcolata applicando l’aliquota determinata dal comune. La norma prevede, infine, che la restante parte dell’imposta sia corrisposta dal titolare del diritto reale.
Le disposizioni appena richiamate portano a concludere che l’imposta complessiva deve essere determinata con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale e successivamente ripartita tra quest’ultimo e l’occupante sulla base delle percentuali stabilite dal comune.
Si può fare l’esempio di un comune che abbia fissato all’1 per mille l’aliquota per gli immobili locati e al 2,5 per mille l’aliquota per l’abitazione principale.
In tal caso, nell’ipotesi di un immobile locato, l’imposta è determinata applicando l’aliquota dell’1 per mille prevista dal comune, senza tenere conto dell’eventuale utilizzazione dell’immobile da parte dell’inquilino a titolo di abitazione principale.
L’imposta così determinata deve essere ripartita tra proprietario e inquilino sulla base delle percentuali stabilite dal comune.
Occorre, comunque, sottolineare che resta nella facoltà del comune prevedere particolari detrazioni a favore dell’occupante.

FAQ IUC – TASI – Se il comune nella delibera non ha indicato la percentuale per il riparto dell’imposta tra proprietario e inquilino, come si paga la TASI?

L’occupante deve versare il tributo nella misura minima del 10 per cento, in quanto si ritiene che una diversa percentuale di imposizione a carico del detentore debba essere espressamente deliberata dal comune stesso.

FAQ IUC – TASI – In caso di mancato versamento della propria quota TASI da parte dell’inquilino, il proprietario è responsabile del mancato pagamento?

No, ognuno è titolare di un’autonoma obbligazione tributaria. La responsabilità solidale è prevista dal comma 671 dell’art. 1 della legge di stabilità 2014 solo tra possessori o detentori e non, quindi, tra possessore e detentore.

FAQ IUC – TASI – Ai fini TASI, in caso di abitazione principale parzialmente locata (es. viene locata una camera) come deve essere considerato il locatario (occupante)?

L’imposta complessiva deve essere determinata con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale e successivamente ripartita tra quest’ultimo e l’occupante sulla base delle percentuali stabilite dal comune.
In questo caso, ovviamente, si applicherà l’aliquota dell’abitazione principale.

FAQ IUC – TASI – In caso di proprietari di un immobile, per quote diverse, la detrazione TASI eventualmente deliberata dal Comune deve essere ripartita in parti uguali tra i proprietari che utilizzano l’immobile come abitazione principale?

Si. La detrazione TASI, eventualmente deliberata dal comune, deve essere ripartita in parti uguali tra i comproprietari, nel caso in cui questi utilizzano l’immobile come abitazione principale.
Si prenda, ad esempio, un immobile il cui valore ai fini TASI è di € 84.000 (rendita catastale base = 500, rivaluta del 5% = 525 x coefficiente 160 = 84.000 IMPONIBILE TASI) di cui sono comproprietari A e B.
A è proprietario del 30% e B è proprietario del 70%.
Il Comune ha deliberato per l’abitazione principale l’aliquota TASI del 2,8 per mille e una detrazione di € 200 Nel caso in cui A e B hanno entrambi adibito ad abitazione principale l’immobile:
A calcola l’imposta in relazione alla propria percentuale di possesso (84.000 x 30% = 25.200 Imponibile TASI) con l’aliquota deliberata dal Comune per l’abitazione principale (25.200 : 1.000 x 2,8 = 70,56) dal risultato ottenuto detrae il 50% dell’importo della detrazione (70,56 – 100).
A non paga, quindi, la TASI essendo la detrazione superiore all’imposta;
B calcola l’imposta in relazione alla propria percentuale di possesso (84.000 x 70% = 58.800 Imponibile TASI) con l’aliquota deliberata dal Comune per l’abitazione principale (58.800 : 1.000 x 2,8 = 164,64) dal risultato ottenuto detrae il 50% dell’importo della detrazione (164,64 – 100).
B paga la TASI per € 64,64.

FAQ IUC – TASI – I soci delle cooperative a proprietà indivisa e gli assegnatari di “alloggi sociali devono essere considerati “occupanti” ai fini TASI?

Occorre, innanzitutto, premettere che nel caso in cui l’immobile è occupato da un soggetto diverso dal proprietario o dal possessore a diverso titolo, questi soggetti sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria; pertanto:
– l’occupante versa la TASI nella misura, stabilita dal comune, compresa fra il 10% e il 30% dell’ammontare complessivo dell’imposta;
– il proprietario o il possessore a diverso titolo versa la restante parte.
Si deve anche precisare che la TASI si applica sui fabbricati, compresa l’abitazione principale, e sulle aree edificabili, come definiti per l’IMU.
Ai fini TASI, quindi, per la definizione di abitazione principale, si deve richiamare l’art. 13 del D. L. n. 201 del 2011 in cui è racchiuso il regime applicativo dell’abitazione principale, nel quale rientrano anche le abitazioni assimilate per legge o per regolamento comunale a quella principale.
Pertanto, in tutte le ipotesi in cui si può parlare di abitazione principale, l’obbligo di versamento TASI ricade interamente sul proprietario e non sull’occupante.
Ad esempio, l’imposta, in capo alla cooperativa edilizia a proprietà indivisa deve essere calcolata applicando:
– l’aliquota prevista dal Comune per l’abitazione principale;
– la detrazione eventualmente prevista dal Comune per l’abitazione principale.
Nulla è dovuto dal socio.

FAQ IUC – TASI – Quali sono i requisiti di alloggio sociale per poter beneficiare delle agevolazioni IMU e TASI?

Si deve, innanzitutto, ricordare che sono equiparati all’abitazione principale i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture del 22 aprile 2008.
Pertanto, l’esenzione IMU si applica solo quando gli immobili hanno i requisiti e le caratteristiche indicate dal decreto.
Ai fini TASI, l’equiparazione di tali alloggi all’abitazione principale rende applicabile all’aliquota e le agevolazioni/detrazioni eventualmente stabilite dal comune.
A tale proposito, si fa presente che, l’art. 2, comma 5-bis, del D. L. n. 102 del 2013, prevede che per questi immobili deve essere presentata la dichiarazione.
Pertanto, nel modello di “Dichiarazione IMU” il proprietario dell’alloggio sociale deve anche barrare il campo 15 relativo alla “Esenzione” e riportare, nello spazio dedicato alle “Annotazioni” la seguente frase “l’immobile possiede le caratteristiche e i requisiti richiesti dalla lett. b), comma 2, dell’art. 13 del D. L. n. 201/2011”.
La dichiarazione IMU vale anche ai fini TASI.

FAQ IUC – TASI – Nel caso di un militare che ha la casa a Palermo, in comproprietà con la moglie, ma che, per motivi di lavoro, ha fissato la residenza a Roma, dove risiede anche la moglie, l’equiparazione ad abitazione principale, ai sensi dell’art. 13, comma 2, lett. d), del D. L. n. 201 del 2011 vale solo per lui?

Si. La disposizione di equiparazione all’abitazione principale prevista per l’IMU vale solo per i soggetti indicati nella norma e cioè per:
– il personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile;
– il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
– il personale appartenente alla carriera prefettizia.
Solo per questi soggetti si applicano le agevolazioni IMU per l’abitazione principale, indipendentemente dalla sussistenza delle condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica, purché gli stessi posseggano un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, non concesso in locazione.
Ai fini TASI, l’equiparazione di tali immobili all’abitazione principale rende applicabile l’aliquota e le agevolazioni/detrazioni eventualmente stabilite dal comune.
A tale proposito, si fa presente che l’art. 2, comma 5-bis, del D. L. n. 102 del 2013, prevede che deve essere presentata la dichiarazione per questi immobili; perciò, nel modello di “Dichiarazione IMU”, il proprietario dell’immobile deve anche barrare il campo 15 relativo alla “Esenzione” e riportare, nello spazio dedicato alle “Annotazioni” la seguente frase “l’immobile possiede le caratteristiche e i requisiti richiesti dalla lett. d), comma 2, dell’art. 13 del D. L. n. 201/2011”.
La dichiarazione IMU vale anche ai fini TASI.

FAQ IUC – TASI – Nel caso di unità immobiliare assegnata dal giudice della separazione, il coniuge assegnatario è considerato ai fini IMU come titolare di un diritto di abitazione; pertanto, in quanto titolare di un diritto reale, è soggetto passivo del tributo. La stessa conclusione vale anche per la TASI?

Si conferma che lo stesso principio si applica anche alla TASI.
In tal caso, il coniuge è titolare del diritto di abitazione e, indipendentemente dalla quota di possesso dell’immobile, è il solo che paga la TASI con l’aliquota e la detrazione, eventualmente prevista, per l’abitazione principale.
Se, invece, la casa assegnata fosse in locazione (esempio casa in locazione abitata dai coniugi prima della separazione, poi assegnata dal Giudice della separazione ad uno di essi), la TASI deve essere calcolata dal proprietario con l’aliquota prevista dal Comune per gli immobili diversi dall’abitazione principale e l’importo ottenuto verrà pagato in parte dal proprietario e in parte dal locatario, in base alle quote deliberate dal Comune.

FAQ IUC – TASI – Ai fini IMU, in caso di assimilazione dell’unità immobiliare concessa in comodato gratuito ad un parente in linea retta di primo grado che la abita, con riferimento alla quota di rendita risultante in catasto non eccedente il valore di € 500, tale limite è da riferirsi solo all’abitazione o anche alle pertinenze? Come si applica la TASI?

Trattandosi in sostanza di un’equiparazione all’abitazione principale, si ritiene che in tali ipotesi le disposizioni si estendano anche alle pertinenze, nei limiti previsti per l’abitazione principale dal comma 2 dell’art. 13 del D. L. n. 201 del 2011 per l’IMU.
Ciò vale sia per l’IMU sia per la TASI.
Si deve, inoltre, precisare che l’assimilazione effettuata dal comune nel caso prospettato opera come una franchigia; per cui si deve prima di tutto sommare la rendita dell’abitazione principale e quella delle pertinenze e poi:
Ø IMU per le abitazioni diverse da quelle classificate in A/1, A/8 e A/9:
– esenzione fino al valore di 500 euro della rendita catastale;
– versamento dell’IMU con aliquota ordinaria per la quota eccedente il valore di 500 euro.
Ø IMU per le abitazioni classificate in A/1, A/8 e A/9 (cosiddette di lusso) il contribuente calcola l’imposta nel seguente modo:
– fino al valore di 500 euro applica l’aliquota e la detrazione prevista per l’abitazione principale;
– per la quota eccedente il valore di 500 euro applica l’aliquota ordinaria.
Ø TASI il contribuente calcola l’imposta nel seguente modo:
– fino al valore di 500 euro applica l’aliquota e la detrazione, eventualmente prevista dal comune, per l’abitazione principale;
– per la quota eccedente il valore di 500 euro applica l’aliquota ordinaria.

FAQ IUC – TASI – Nel caso in cui l’unità immobiliare concessa in comodato gratuito ad un parente in linea retta di primo grado, assimilata all’abitazione principale, è di proprietà di più soggetti come si ripartisce la detrazione ai fini IMU o TASI?

La detrazione si applica in parti uguali tra i proprietari dell’immobile, indipendentemente dalle rispettive quote di proprietà.

FAQ IUC – IMU – Quando va presentata la dichiarazione dell’IMU?

L’articolo 13 comma 12-ter del d.l. n. 201 del 2011, modificato dal d.l. n. 16 del 2012, prevede l’obbligo di presentare la dichiarazione entro 90 giorni dalla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta.
La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati dai quali risulti un diverso ammontare dell’imposta dovuta.
La legge conferma la validità delle dichiarazioni già presentate ai fini dell’ICI.
La legge sembra inoltre confermare la validità del Modello unico informatico (MUI) inviato a cura del notaio incaricato dell’atto di compravendita, in sostituzione della presentazione dichiarazione a cura del contribuente (art.37, comma 53, del d.l. n. 223 del 2006).
Nella gran parte dei casi, dunque la presentazione della dichiarazione non sarà necessaria, o perché non sono cambiate le condizioni in base alle quali è stata presentata una dichiarazione ai fini dell’ICI, o perché in occasione dell’avvenuta compravendita o altro atto modificativo del possesso per il quale viene prodotto un MUI, l’invio telematico dell’atto stesso a cura del notaio ha sostituito – e continuerà a sostituire – ogni altro obbligo dichiarativo a carico del contribuente.
Per gli immobili per i quali l’obbligo dichiarativo è sorto dal 1° gennaio 2012, la dichiarazione deve essere presentata entro il 30 settembre 2012.
In questo insieme devono essere ricompresi, ad esempio i casi di: acquisizione del possesso di un’abitazione principale non dichiarato ai fini dell’ICI in quanto avvenuto nel periodo in cui l’abitazione principale era esente;
il possesso di terreni non coltivati e di fabbricati agricoli già esclusi dall’ICI e pertanto non dichiarati;
il possesso, da parte di ONLUS o enti religiosi, di immobili che non risultano più esenti dal tributo immobiliare secondo i nuovi criteri di cui all’articolo 91-bis del d.l. n. 1 del 2012 (il cosiddetto “Decreto Liberalizzazioni”).
Istruzioni dettagliate sulle modalità e sugli obblighi di dichiarazione dell’IMU verranno indicati con un apposito decreto del Ministero dell’economia e delle finanze.
Resta infine in vigore l’obbligo di indicazione, nella dichiarazione delle imposte dirette, dell’importo del tributo locale immobiliare pagato nell’anno precedente (art.1, co. 104 della legge n. 296 del 2006).

FAQ IUC – IMU – Se l’abitazione è cointestata al 50% ad una coppia convivente, non legata dal vincolo del matrimonio, la detrazione di 200 euro va ugualmente divisa in due (cioè 100 euro a testa), oppure spetta ad entrambi per intero (cioè 200 euro a testa)

La detrazione base di 200 euro prescinde dall’esistenza di vincoli familiari tra i comproprietari e si suddivide in parti uguali (indipendentemente dalle quote di possesso), alla sola condizione che i contitolari stessi utilizzino la casa come abitazione principale.
Nel caso specifico, la detrazione dovrà essere suddivisa a metà fra i due contitolari dell’immobile

FAQ IUC – IMU – Nel caso in cui due coniugi siano comproprietari, ognuno al 50%, della casa dove abitano, la detrazione per abitazione principale spetta per 200 euro ad entrambi, oppure spetta nella misura di 100 euro per ciascuno?

Per l’abitazione principale l’aliquota base IMU è pari allo 0,4% (4 per mille), ma il Comune può modificarla – in aumento o in diminuzione – fino a 0,2 punti percentuali.
La detrazione fissa di 200 euro si suddivide in parti uguali fra i comproprietari dell’immobile che lo utilizzano come abitazione principale, a prescindere dalla quota di possesso. Nel caso indicato, la detrazione sarà suddivisa in 100 € annuali per ciascuno dei due coniugi.

FAQ IUC – IMU – Le pertinenze dell’abitazione principale godono tutte della stessa aliquota ridotta e possono fruire della detrazione spettante per l’abitazione?

L’articolo 13, comma 2, del decreto legge 201/2011 stabilisce che per pertinenze dell’abitazione principale “si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di una unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo“.
Per espressa disposizione del successivo comma 7 dello stesso articolo 13, contenente la disciplina dell’IMU, l’aliquota per l’abitazione principale e per le relative pertinenze è ridotta allo 0,4% (4 per mille).
I comuni possono modificare tale aliquota di base, aumentandola o diminuendola sino a 0,2 punti percentuali (2 per mille).
Pertanto, di norma, il valore delle pertinenze si deve considerare unitamente al valore dell’abitazione principale di riferimento per il calcolo dell’imposta (all’aliquota ridotta del 4 per mille) e per l’applicazione della detrazione.

FAQ IUC – IMU – Sono diventato proprietario, insieme a mio fratello, di una quota dell’abitazione dei miei genitori a seguito del decesso di mio padre. L’abitazione continua ad essere utilizzata esclusivamente dalla mamma. Chi deve pagare l’IMU ?

Il genitore superstite acquisisce automaticamente, mortis causa, il diritto reale di abitazione sull’intera casa (in quanto “coniuge superstite”), come previsto dall’articolo 540, comma 2, del Codice civile.
Così come avveniva per l’ICI prima dell’abolizione del tributo sull’abitazione principale, anche l’IMU è interamente a carico del genitore che continua a risiedere nella casa coniugale, con le agevolazioni previste per l’abitazione principale:
aliquota base ridotta allo 0,4% e detrazione di 200 euro, rapportati al periodo dell’anno durante il quale l’immobile è stato adibito ad abitazione del contribuente.
I figli, invece, non dovranno pagare l’IMU su tale abitazione.

FAQ IUC – IMU – Qual è la disciplina per i fabbricati inagibili/inabitabili?

Nel caso di fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni, la base imponibile è ridotta del 50 per cento.
Per poter accedere alla riduzione di base imponibile, l’inagibilità o inabitabilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione.
In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del DPR 28 dicembre 2000, n. 445.
Agli effetti della riduzione alla metà della base imponibile, i Comuni possono disciplinare, nella delibera comunale, le caratteristiche di fatiscenza sopravvenuta del fabbricato, non superabile con interventi di ordinaria manutenzione.

FAQ IUC – IMU – Qual è la disciplina per gli immobili storici?

la base imponibile dell’IMU è ridotta del 50 per cento per i fabbricati di interesse storico o artistico “di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”.
L’aliquota e, più in generale, la disciplina per il calcolo dell’imposta saranno invece quelle ordinariamente risultanti dalla normativa sul tributo e dalle eventuali modifiche adottate dal Comune.

FAQ IUC – IMU – Siamo due genitori che hanno affidato in uso gratuito un’abitazione di loro proprietà al figlio che la utilizza come propria dimora e che non possiede altri immobili. L’abitazione in questione beneficia del regime di agevolazione previsto per l’abitazione principale?

No. Molte agevolazioni previste nel regime ICI, nel caso di particolari utilizzi dell’immobile di proprietà, sono state eliminate o demandate alle decisioni dei singoli Comuni.
In particolare, gli immobili concessi in uso gratuito ai parenti (ad esempio da padre a figlio), che ai fini ICI scontavano sino al 2008 l’aliquota prevista per l’abitazione principale e dal 2008 al 2011 erano esenti in quanto assimilate all’abitazione principale, con la nuova disciplina IMU sono trattate come qualsiasi altro fabbricato.
A tali abitazioni si applica dunque (secondo la disciplina di base dell’IMU) l’aliquota pari allo 0,76 per cento e non è prevista alcuna detrazione.
I Comuni potrebbero decidere trattamenti agevolati, che in ogni caso non potranno prevedere alcuna “assimilazione” come era avvenuto con l’ICI, entro il termine di legge, che per il 2012 è fissato al 30 settembre 2012, e la stessa disciplina di base potrebbe essere modificata dal Governo entro il 10 dicembre 2012.
Pertanto, nel caso in cui il Comune decida di applicare alla tipologia di immobili in questione un’aliquota ridotta, ciò dovrà risultare dalle delibere di regolamentazione dell’IMU del Comune in cui è ubicata l’abitazione.
Ai fini del pagamento della prima rata il regime da considerare sarà comunque quello “di base” attualmente previsto dalla legge.

FAQ IUC – IMU – Sono un cittadino italiano residente all’estero. Come si applica l’IMU all’abitazione che possiedo nel Comune di origine ?

Il comma 10 dell’ art. 13 del d.l. 201/2011 prevede che i Comuni possono considerare direttamente adibita ad abitazione principale, l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, a condizione che la stessa non risulti locata.
Pertanto, nel caso in cui il Comune decida di applicare alla tipologia di immobili in questione un’aliquota ridotta, ciò dovrà risultare dalle delibere di regolamentazione dell’IMU del Comune in cui è ubicata l’abitazione.
Ai fini del pagamento della prima rata il regime da considerare sarà comunque quello “di base” attualmente previsto dalla legge.
Per l’indicazione di modalità di pagamento facilitate nel caso di contribuenti residenti all’estero, potrebbe essere emanato un provvedimento del Ministero dell’economia e delle finanze.
Si ricorda, ad ogni modo, che il pagamento per via telematica del modello F24, da utilizzare anche ai fini dell’IMU, è possibile attraverso i servizi di home banking delle principale banche italiane e attraverso il servizio di pagamento reso disponibile dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

FAQ IUC – IMU – Come si paga l’IMU?

L’IMU si paga esclusivamente attraverso il modello F24. La legge prevede la possibilità di utilizzare un bollettino postale appositamente predisposto (sulla base di un decreto ministeriale da emanare), a decorrere dal 1° dicembre 2012. Pertanto, per il pagamento degli acconti dell’IMU In ogni caso, si dovrà compilare il modello F24. L’Agenzia delle Entrate (Risoluzione, n. 35/E) ha previsto che nell’indicazione delle somme versate, il contribuente dovrà indicare in modo distinto la parte dell’imposta dovuta al Comune da quella di pertinenza statale. Per quanto riguarda i codici tributo, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici necessari per il versamento dell’imposta, che si articolano per tipologia di immobile imponibile e per ente destinatario del gettito (Comune di ubicazione degli immobili o Stato):
  Tipologia immobili Codice IMU quota Comune Codice IMU quota Stato
Abitazione principale 3912
Fabbricati rurali ad uso strumentale 3913
Terreni 3914 3915
Aree fabbricabili 3916 3917
Altri fabbricati 3918 3919
INTERESSI DA ACCERTAMENTO 3923
SANZIONI DA ACCERTAMENTO 3924
I codici indicati devono essere riportati all’interno del nuovo modello F24, nella “Sezione IMU e altri tributi locali”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”. Nel calcolo dell’acconto, che deve essere determinato secondo la disciplina stabilita dalla legge, l’importo totale dell’IMU dovuta per Terreni, Aree fabbricabili e Altri fabbricati, va suddiviso a metà tra Comune e Stato, riportando sul modello F24 i relativi importi con il codice tributo appropriato. In caso di ravvedimento, le sanzioni e gli interessi dovranno essere versati unitamente all’imposta dovuta. Le indicazioni per la compilazione sono presenti all’interno del modello. Si rammenta in proposito che il codice catastale del Comune nel cui territorio sono ubicati gli immobili, è reperibile sul sito Internet www.agenziaentrate.gov.it.
L’Agenzia delle Entrate ha anche modificato i codici tributo per il versamento dell’ICI, ferma restando l’indicazione dei relativi pagamenti nella “Sezione IMU e altri tributi locali” del modello F24. I nuovi codici per il pagamento dell’ICI relativa ad annualità fino al 2011 sono i seguenti:
Tipologia immobileNuovo Codice ICI
Abitazione principaleda 3901 diventa 3940
Terreni agricolida 3902 diventa 3941
Aree fabbricabilida 3903 diventa 3942
Altri fabbricatida 3904 diventa 3943
Interessi ICI3906 (invariato)
Sanzioni ICI3907 (invariato)

Si precisa che i codici 3901, 3902, 3903 e 3904 non sono più utilizzabili.
Restano invece invariati i codici tributo 3906 e 3907, rispettivamente utilizzati per il versamento di interessi e sanzioni relativi all’ICI.
Tutte le modifiche indicate sono attive dal 18 aprile 2012

FAQ IUC – IMU – Quando si paga l’IMU e con quali regole per la suddivisione in rate

Per il 2012 è previsto un regime speciale per il pagamento dell’IMU.
In primo luogo, la legge stabilisce che l’acconto si deve pagare secondo le regole di base del tributo, senza tener conto delle eventuali variazioni alle aliquote e alle detrazioni che i Comuni possono aver già deliberato.
In secondo luogo, mentre per la generalità degli immobili è previsto il pagamento in due rate, nel caso dell’abitazione principale, il contribuente può decidere di pagare in tre rate.
Inoltre, per gli immobili rurali sono previste modalità specifiche (ved. quesito n. 23)
A) Il pagamento degli immobili diversi dall’abitazione principale
Si paga in due rate: la prima entro il 18 giugno e il saldo il 17 dicembre (ambedue le date sono il primo giorno feriale utile successivo alla scadenza di legge del 16 del mese).
Il pagamento della prima rata è effettuato in misura pari al 50 per cento dell’importo ottenuto applicando le aliquote di base. La seconda rata è versata a saldo d’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla prima rata, considerando le eventuali variazioni intervenute nella disciplina del tributo (livello delle aliquote e detrazioni applicabili).
Si ricorda in proposito che, a causa dell’incertezza circa la determinazione delle risorse previste dalla legge, fortemente connesse con il gettito dell’IMU, i Comuni potranno eccezionalmente approvare o modificare il regolamento e la deliberazione relativa alle aliquote e alla detrazione entro il 30 settembre 2012.
Inoltre, entro il 10 dicembre 2012, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Governo potrebbe modificare la stessa disciplina di base dell’IMU, sulla base del gettito della prima rata e dei risultati dell’accatastamento dei fabbricati rurali.
B) Il pagamento dell’imposta dovuta per l’abitazione principale
Il contribuente può scegliere se pagare in due o tre rate.
Nel caso in cui il contribuente scelga di pagare in tre rate: la prima entro il 18 giugno, la seconda entro il 17 settembre (primo giorno feriale utile dopo la scadenza di legge del 16) e la terza entro il 17 dicembre.
Le prime due rate dovranno essere corrisposte in misura ciascuna pari ad un terzo dell’imposta annua calcolata applicando l’aliquota di base (0,4 per cento) e la detrazione di 200 euro per l’abitazione principale, più 50 euro per ciascun figlio convivente di età inferiore ai 26 anni.
La terza rata è versata, entro il 17 dicembre, a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno a conguaglio delle precedenti rate, considerando le eventuali variazioni intervenute nella disciplina del tributo (livello delle aliquote e detrazioni applicabili).
Nel caso di scelta per il pagamento in due rate, la prima dovrà essere corrisposta entro il 18 giugno e dovrà essere pari al 50 per cento dell’imposta annua calcolata ad aliquota e detrazione di base, e la seconda, entro il 16 dicembre, a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla prima rata, considerando le eventuali variazioni intervenute.
In ambedue i casi, l’importo dell’ultima rata dipenderà dalle variazioni di aliquota e di detrazione eventualmente disposte dai Comuni entro il 30 settembre e da quelle disposte dallo Stato entro il 10 dicembre.

FAQ IUC – IMU – Gli immobili locati a “canone concordato” beneficiano di un’aliquota ridotta rispetto a quelli a canone libero?

La legge istitutiva dell’IMU non prevede alcun trattamento agevolato per gli immobili locati a canone concordato (secondo i criteri della legge n. 431 del 1998).
La norma (articolo 13, comma 9 del dl 201/2001 convertito nella legge n.214/2001 recentemente modificata dal dl 16/2012), prevede tuttavia che i Comuni possano facoltativamente ridurre l’aliquota di base allo 0,4 per cento per tutti gli immobili locati, non specificando all’interno della categoria generale, quale tipo di contratto (a canone libero o concordato) potrà beneficiare dell’eventuale riduzione.
In tale contesto tuttavia, si ritiene che seppur in assenza di una precisa indicazione della legge a favore dei proprietari di immobili che decidano di affittare a canoni calmierati, i Comuni restano liberi di prevedere un’aliquota ridotta in relazione alle tipologie di affitto che considerano meritevoli di un maggior sostegno.
Resta inteso tuttavia, che l’aliquota applicata agli immobili in affitto a canone libero non potrà in ogni caso risultare superiore a quella ordinaria (il 7,6 previsto dalla legge, ovvero la misura modificata dalla delibera del Comune).

FAQ IUC – IMU – Gli anziani o i disabili proprietari di un immobile, che risiedono in casa di cura devono pagare l’IMU con l’aliquota prevista per l’abitazione principale oppure ad aliquota base ?

Molte agevolazioni previste nel regime ICI, nel caso di particolari utilizzi dell’immobile di proprietà, sono state eliminate o demandate alle decisioni dei singoli Comuni.
In particolare, per ciò che riguarda le assimilazioni all’abitazione principale, immobili cioè che per il loro particolare utilizzo erano assoggettate alla stessa aliquota prevista per l’abitazione principale (e per questo motivo, dal 2008 al 2011, escluse dal pagamento dell’ICI), il nuovo disposto normativo (articolo 13, co. 10 del d.l. n. 201 del 2011) prevede che i Comuni possono considerare direttamente adibita ad abitazione principale, l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che l’abitazione stessa non risulti locata.
L’adozione di questa agevolazione dovrà risultare dalla deliberazione comunale riguardante la disciplina dell’IMU.
In questo caso sarà applicabile sia l’aliquota ridotta, sia la detrazione, come previsto per il regime dell’abitazione principale stabilito dalla legge (ed eventualmente modificato dalla delibera comunale).
Se il Comune non delibera espressamente nel senso indicato, l’abitazione di anziani o disabili residenti in case di cura dovrà pagare l’IMU senza agevolazioni, e l’aliquota da applicare sarà quella ordinaria.

FAQ IUC – IMU – Cosa si intende per abitazione principale?

Per abitazione principale si intende l’unità immobiliare nella quale “il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”, come indicato dal comma 2, art. 13 del d.l. n. 201 del 2011, modificato dal d.l. n.16 del 2012.
La norma specifica inoltre che “le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile”, anche nel caso in cui i componenti del nucleo abbiano stabilito in domicili diversi la propria dimora e la propria residenza.
Già con pronunciamenti della Corte di Cassazione (ved. sentenza n. 14389 del 2010), nel regime ICI veniva affermato il principio dell’unicità dell’abitazione principale a livello familiare indipendentemente dalla sua ubicazione, sulla base di considerazioni che non sembrano superate dalla definizione della norma IMU.
In altri termini, nonostante il tenore letterale della definizione IMU, che esclude esplicitamente l’applicazione dei benefici per l’abitazione principale a il caso di un nucleo familiare con più di un’abitazione principale nel territorio dello stesso Comune per effetto della residenza dichiarata dai suoi componenti, si ritiene che l’unicità dell’abitazione principale rispetto a ciascun nucleo familiare vada considerata per l’intero territorio nazionale.

FAQ IUC – IMU – … e come si calcola l’imposta dovuta ?

L’IMU da pagare dipende dalla base imponibile dell’immobile posseduto, dall’aliquota, dalla quota di possesso e dal periodo di possesso.
Nel caso di un immobile posseduto per intero e per tutto l’anno, l’imposta annuale dovuta si calcola moltiplicando il valore imponibile per l’aliquota.
Ad esempio,
un fabbricato abitativo non utilizzato come abitazione principale del valore imponibile di 128 mila euro, comporta il pagamento pari a
€ 128.000 x 7,6 / 1000 = € 972,80
Se lo stesso fabbricato è posseduto dal contribuente al 30% a decorrere dal 20 maggio 2012, si dovrà tener conto anche della quota di possesso (30%) e del periodo di possesso (7 mesi, cioè 7 dodicesimi).
Il calcolo dell’imposta dovuta per il 2012 sarà il seguente:
€ 972,80 (imposta teorica annua) x 30% / 12 x 7 = € 170,24
Per il calcolo del periodo di possesso vale la stessa regola dell’ICI:
viene considerato un mese intero di possesso il mese nel quale il possesso si verifica per almeno 15 giorni.
Pertanto, l’acquisto di un immobile che avviene il 10 del mese comporta il calcolo dell’imposta da parte dell’acquirente per l’intero mese (il possesso si protrae per oltre 15 giorni);
un acquisto che avviene il giorno 20 del mese, comporta il calcolo dell’imposta a partire dal mese successivo (il possesso si protrae per meno di 15 giorni).

FAQ IUC – IMU – Quali sono le aliquote dell’IMU ?

La disciplina dettata dalla legge stabilisce tre distinte aliquote di base dell’IMU:
Aliquota ordinaria pari al 7,6 per mille, che i Comuni possono aumentare o diminuire di tre punti per mille (tra 4,6 e 10,6 per mille);
Aliquota ridotta per abitazione principale pari al 4 per mille, che i Comuni possono aumentare o diminuire di due punti per mille (tra 2 e 6 per mille);
Aliquota ridotta per immobili rurali ad uso strumentale, pari al 2 per mille, che i Comuni possono diminuire di un punto (fino all’1 per mille).
Si ricorda che per il 2012 il calcolo dell’imposta dovuta in acconto va effettuato facendo riferimento alle aliquote (e alle detrazioni di base).
Soltanto con la rata a saldo (dicembre 2012) si dovranno considerare le variazioni introdotte dai Comuni (o dal Governo, in caso di emanazione del DPCM correttivo che la legge prevede facoltativamente) e versare l’importo dovuto complessivo a conguaglio di quanto già pagato in acconto.

FAQ IUC – IMU – Come si calcola la “base imponibile” dell’IMU?

La base imponibile dell’IMU è il valore degli immobili.
Il valore immobiliare si calcola in modi diversi, a seconda del tipo di immobili.
Per le aree edificabili, la base imponibile è data dal “valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione”, in pratica il valore di mercato.
Per quanto riguarda i fabbricati, la base imponibile è costituita da un valore convenzionale che si ottiene moltiplicando la rendita iscritta in catasto, da rivalutare del 5% (ai sensi dell’art.3, comma 48, della legge 23/12/1996, n. 662), per i nuovi coefficienti di seguito riportati, che valgono soltanto per l’IMU:
160, per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;
140, per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
60, per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5; tale moltiplicatore è elevato a 65 a decorrere dal 1° gennaio 2013;
80, per i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5;
55, per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.
Nel caso dei terreni agricoli o incolti il procedimento è simile.
La base imponibile è costituita dal valore convenzionale ottenuto moltiplicando il reddito dominicale del terreno (così come risulta dal catasto), da rivalutare del 25%, per i seguenti coefficienti, che valgono solo per l’IMU:
110, nel caso di terreni appartenenti ed utilizzati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali;
135, per tutti gli altri terreni.

FAQ IUC – IMU – Chi deve pagare l’IMU?

Sono tenuti al pagamento dell’IMU i proprietari di immobili, inclusi i terreni e le aree edificabili, a qualsiasi uso destinati, nonché i titolari di diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, o superficie sugli immobili stessi.
Costituisce presupposto per il pagamento dell’IMU il possesso degli immobili già assoggettati ad ICI (fabbricati, aree edificabili, terreni agricoli) e di altri immobili in precedenza non considerati imponibili, quali i terreni non coltivati.
Anche i fabbricati rurali ad uso strumentale (cioè utilizzati per l’attività dell’impresa agricola), già esclusi dall’ICI, sono imponibili, pur se con ampie eccezioni.

FAQ IUC – TARI – Che differenza c’è tra utenze domestiche e Non domestiche?

Per le utenze non domestiche le variabili che influiscono sulla determinazione della Tariffa sono rappresentate dai metri quadrati e dagli indici teorici di produttività dei rifiuti.
Per le utenze domestiche le variabili sono rappresentate dai metri quadrati e dal numero degli occupanti.

FAQ IUC – TARI – È vero che la Tari viene pagata in base alla quantità di rifiuti prodotti?

Nella generalità dei Comuni non sono in funzione sistemi di misurazione puntuale dei rifiuti.
Ne consegue che la tariffa è determinata sulla base di indici teorici di produttività dei rifiuti distinti per categorie di attività.
La quantificazione delle tariffe è effettuata sulla base del costo del servizio e in modo da coprire integralmente tale costo.

FAQ IUC – TARI – I contribuenti devono inviare una nuova dichiarazione al Comune oppure continua a valere quella già effettuata?

La Tari continua a essere commisurata alla superficie calpestabile dei locali e delle aree tassabili:
le superfici già dichiarate o accertate ai fini della Tares o dei precedenti prelievi sui rifiuti valgono anche ai fini Tari.
Se i dati non sono variati rispetto alla denuncia Tares, non occorre presentare nessuna nuova dichiarazione.

FAQ IUC – TARI – In caso di errori nel bollettino inviato dal Comune, cosa si può fare per ottenere una revisione dell’importo?

I bollettini inviati dal Comune sono compilati sulla base dei dati conosciuti dall’ente.
Se il contribuente si accorge di errori contenuti nel modulo, deve segnalarli per iscritto al Comune stesso.
Una volta recepiti, il Comune provvederà a inviare nuovi bollettini corretti.

FAQ IUC – TARI – Come si paga la Tari? Il Comune deve sempre inviare un bollettino?

La Tari si può pagare praticamente con tutti gli strumenti di pagamento: modello F24, bollettino postale e strumenti elettronici di incasso interbancari.
Nella stragrande maggioranza dei Comuni, si versa su liquidazione d’ufficio: in questo caso il contribuente, per pagare, deve attendere il modello precompilato del Comune.

FAQ IUC – TARI – Entro quando deve essere versata la Tari?

Il numero delle rate e le scadenze di pagamento sono determinati dai Comuni.
La legge si limita solo a stabilire che il Comune deve assicurare ai contribuenti almeno due rate semestrali.
Se si vuole conoscere le scadenze, dunque, occorre leggere il regolamento comunale.

FAQ IUC – TARI – La Tari che si paga nel 2014 in cosa si differenzia da Tarsu, Tia e Tares?

La Tari è molto simile alla Tares “classica”.
Pertanto, nei Comuni nei quali si applicava nel 2013 questo prelievo, la Tari non comporterà molte differenze.
La Tari determinata sulla base del Dpr 158 è invece molto diversa dalla Tarsu: nella Tari infatti la tariffa ha una quota fissa e una quota variabile.
Nelle utenze domestiche, inoltre, il prelievo varia in funzione del numero degli occupanti.

FAQ – TARES – A cosa viene applicata la TARES?

La TARES si applica a tutti gli immobili suscettibili di produrre rifiuti.

FAQ – TARES – Chi dovrà pagare la TARES?

Chiunque detenga, possiede o occupi tali immobili è soggetto passivo del tributo

FAQ – TARES – La TARES è applicata in misura uguale per tutte le categorie di immobili?

Le categorie di immobili sono suddivise in gruppi a seconda della destinazione d’uso.
A seconda del gruppo di appartenenza, verranno calcolate le superfici tassabili.
Sulla base della superficie catastale saranno definite: la funzione principale, i locali accessori a servizio, e le superfici scoperte a pertinenza esclusiva.
Le superfici diverse dalla funzione principale saranno tassate in percentuale.

FAQ – TARES – Avevo già presentato l’attivazione della TARSU, la debbo ripresentare anche per la TARES?

La vigente normativa ha disposto che le attivazioni presentate ai fini Tarsu equivalgono a dichiarazioni TARES.

FAQ – TARES – Ho aperto un’attività economica, cosa devo fare per attivare lo smaltimento dei rifiuti?

Il servizio asporto rifiuti (TARES) andrà attivato compilando la dichiarazione di attivazione/cessazione per le utenze non domestiche disponibile presso l’ufficio della Tre Esse Italia o nel sito del comune.
Per non incorrere in sanzioni, la dichiarazione deve essere presentata con l’inizio dell’attività, allegando una planimetria dei locali occupati o eventualmente e la tipologia dell’attività prevalente svolta.
Se il locale non è di nuova costruzione indicare i dati della precedente attività indispensabili per procedere al subentro, confermando o eventualmente variando la tipologia di attività svolta.
Tale modulo andrà presentato all’ufficio della Tre Esse Italia Srl in via Vincenzo Lunardi 7 o spedito a mezzo del servizio postale o fax.

FAQ – TARES – Ho acquistato una abitazione, cosa devo fare per attivare il servizio di smaltimento rifiuti?

La TARES deve essere attivata dal momento di effettivo utilizzo dell’abitazione che nel caso di abitazione principale coincide con la data di richiesta della residenza anagrafica.
E’ necessario, quindi compilare il modulo di attivazione/cessazione per le utenze domestiche disponibile presso L’ufficio della Tre Esse Itlia srl in via Vincenzo Lunardi 7 .
Per non incorrere in sanzioni, la dichiarazione deve essere presentato con l’inizio dell’occupazione dei locali, allegando una planimetria degli stessi.
Se il locale non è di nuova costruzione è possibile confermare i dati del precedente occupante indicandone il nominativo indispensabile per procedere al subentro.
Infine, il modulo dovrà essere presentato all’ufficio della Tre Esse Italia o spedito a mezzo del servizio postale o fax.

FAQ – TARES – Quali locali si devono considerare ai fini del calcolo della superficie TARES per un fabbricato abitativo?

Nella dichiarazione TARES per le utenze domestiche devono essere conteggiati tutti i locali coperti, escludendo solo: portici, terrazze, loggie, ecc…
Debbono essere altresì indicati nella dichiarazione tutti i locali abitativi (camere, cucina, …), accessori (magazzini, garage, taverne…), compresi eventuali “sottotetti”, indipendentemente dall’altezza, ma pavimentati, illuminati, riscaldati, ecc…, quindi di fatto utilizzati o utilizzabili.

FAQ – TARES – Nella mia famiglia vive un genitore anziano, attualmente ricoverato in casa di riposo. Cosa devo fare per ottenere la riduzione della TARES?

Nel caso in cui un soggetto sia ricoverato in casa di riposo o in altro istituto saranno previste delle riduzioni della tariffa variabile per un componente.
Tale riduzione sarà applicata previa presentazione di una dichiarazione in carta semplice rilasciata dall’istituto e presentata all’ufficio della Tre Esse Italia nella quale viene certificato che il soggetto è ospite ricoverato presso la struttura.

FAQ – TARES – Ho ricevuto l’avviso di pagamento relativa all’asporto rifiuti (TARES) per il quale ho bisogno di alcuni chiarimenti. A chi mi devo rivolgere?

Per tutte le variazioni che riguardano le modifiche anagrafiche quindi attivazioni o cessazioni, il periodo di occupazione, l’ubicazione e la superficie dei locali, ed eventuali riduzioni ci si può rivolgere all’Ufficio della Tre Esse Italia Srl, presso il comune di appartenenza.

FAQ – TARES – Ho avuto notizia che viene applicata una maggiorazione alla tariffa relativa al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, perché?

La normativa che ha istituito la TARES prevede l’applicazione di una maggiorazione di € 0,30 a mq. A copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili del Comune, (manutenzione strade, illuminazione pubblica, sfalci erba, ecc.). Il Consiglio comunale può elevare tale maggiorazione fino a 0,40 a mq.

FAQ – TARES – Per le unità immobiliari a destinazione diversa dalle abitazioni, come si determina la superficie tassabile?

Nella determinazione della superficie assoggettabile al tributo, non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano di regola rifiuti speciali, a condizione che il produttore ne dimostri l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente.

FAQ – TARES – Per i rifiuti assimilabili viene adottato un criterio unico?

Alla tariffa è applicato un coefficiente di riduzione proporzionale alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero.

FAQ – TARES – Il tributo è comunque dovuto anche in caso di mancato svolgimento del servizio?

Nella misura massima del 20% sia in caso di mancato svolgimento sia in caso di interruzione di servizio, che abbia determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo a persone o all’ambiente.

FAQ – TARES – Con quale tipo di provvedimento i Comuni applicano la TARES?

Con specifico Regolamento, il Consiglio Comunale determina la disciplina per l’applicazione del tributo, concernente tra l’altro:
a) la classificazione delle categorie di attività con omogenea potenzialità di produzione di rifiuti;
b) la disciplina delle riduzioni tariffarie;
c) la disciplina delle eventuali riduzioni ed esenzioni;
d) l’individuazione di categorie di attività produttive di rifiuti speciali alle quali applicare, nell’obiettiva difficoltà di delimitare le superfici ove tali rifiuti si formano, percentuali di riduzione rispetto all’intera superficie su cui l’attività viene svolta;
e) i termini di presentazione della dichiarazione e di versamento del tributo.

FAQ TOSAP – Come si viene autorizzati per occupare il suolo pubblico?

Le occupazioni soggette alla tassa devono essere debitamente autorizzate dal Servizio dell’Ente competente (Gestione del Territorio, Lavori Pubblici o Polizia Municipale).
Ottenuta l’autorizzazione il contribuente:
per le occupazioni permanenti, deve presentare apposita denuncia all’Ufficio Tributi entro 30 giorni dalla data di rilascio dall’atto di concessione e provvedere al pagamento su appositi bollettini messi a disposizione dal Comune;
tale denuncia ha valore anche per gli anni successivi a quello di prima applicazione della tassa sempreché non si verifichino variazioni nell’occupazione che comportino un maggiore ammontare della tassa;
per le occupazioni temporanee, l’obbligo della denuncia viene assolto con il pagamento della tassa da effettuarsi entro i termini previsti per l’inizio delle occupazioni medesime.

FAQ TOSAP – Chi è soggetto al pagamento della TOSAP?

Chiunque intenda occupare il suolo pubblico, in modo temporaneo o permanente.
Ai fini dell’imposizione si considerano rilevanti le occupazioni di qualsiasi natura, effettuate, anche senza titolo, nelle strade, nei corsi, nelle piazze e, comunque, sui beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province.

FAQ COSAP – Come si ottiene il rilascio del cartello di divieto di sosta?

I proprietari di passi carrabili che intendano richiedere il diritto ad escludere l’’area di uscita del proprio passo dalla sosta dei veicoli, ovvero il rilascio del relativo cartello di divieto di sosta con indicazione del numero di concessione, devono presentare istanza agli uffici preposti dell’Ente al pari di qualunque altra occupazione.
Dopo la stesura del provvedimento finale da parte degli uffici dell’ente e la presentazione del primo versamento da parte del contribuente, l’Ufficio consegna il cartello di divieto di sosta da affiggere sul passo carrabile di proprietà.

FAQ COSAP – Come si calcola il canone?

L’importo del canone da corrispondere per l’occupazione del suolo pubblico, si determina applicando la tariffa prevista dal regolamento comunale, per la relativa “fattispecie”, ai mq di effettiva occupazione, tenendo conto di eventuali riduzioni o agevolazioni.

FAQ COSAP – Chi è tenuto al pagamento del canone per l’occupazione?

Il canone è dovuto da chi è titolare di atti di concessione o di autorizzazione o, in assenza colui che occupa effettivamente uno spazio pubblico.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di accertamento ma non ho più parte della pubblicità

Nel caso in cui si riscontri che sull’avviso di accertamento sono presenti mezzi pubblicitari non più esistenti, può impugnare l’avviso e presentare apposita dichiarazione di disdetta che verrà presa in considerazione per l’anno successivo, purché venga presentata entro il 31 gennaio dell’anno in corso.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di accertamento, perché devo pagare?

Se vi arriva un avviso di accertamento significa che nei nostri archivi risulta che non è stato effettuato nei termini di scadenza, tutta o parte dell’Imposta Comunale sulla Pubblicità dovuta.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di accertamento, se non pago cosa mi succede?

Qualora non si provvede al versamento dell’avviso di accertamento entro 60 giorni dalla notifica dello stesso, sarà dato corso alla procedura della riscossione coattiva con aggravio di spese di interesse a mezzo ruolo o a mezzo ingiunzione fiscale.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di accertamento, di cosa si tratta?

L’avviso di Accertamento è un atto amministrativo inviato ai contribuenti che, non hanno versato nei termini di scadenza, tutta o parte dell’Imposta Comunale sulla Pubblicità dovuta.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di accertamento, quando scade?

L’Avviso di Accertamento deve essere pagato entro 60 giorni dalla data di ricevimento, qualora non si provvede al versamento entro tale termine, sarà dato corso alla procedura della riscossione coattiva con aggravio di spese di interesse a mezzo ruolo o a mezzo ingiunzione fiscale.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di accertamento, come faccio a pagare?

Per effettuare il versamento può: recarsi presso gli Uffici Postali, recarsi presso i nostri uffici locali e pagare in contanti o con assegno, saldare l’imposta anche con bonifico bancario/postale.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di accertamento, perché devo pagare l’omessa/infedele denuncia?

La sanzione per omessa/infedele denuncia è presente sull’avviso di accertamento qualora dopo le verifiche ispettive compiute dalla nostra società, si accerta l’esposizione di mezzi pubblicitari per i quali non è stata presentata l’apposita dichiarazione.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di accertamento, perché devo pagare il tardivo pagamento?

Qualora il contribuente riceva un avviso di accertamento per tardivo versamento significa che il versamento dell’imposta comunale sulla pubblicità è avvenuto dopo la data di scadenza

ICP – Ho ricevuto l’avviso di accertamento, posso godere della riduzione delle sanzioni?

La sola sanzione che può godere di una riduzione è la sanzione per Omessa/Infedele Dichiarazione. Può essere ridotta ad un quarto se, entro il termine di 60 giorni, interviene adesione del contribuente con il pagamento dell’avviso di accertamento.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di accertamento, quanto tempo ho per pagare?

L’Avviso di Accertamento deve essere pagato entro 60 giorni dalla data di ricevimento, qualora non si provvede al versamento entro tale termine, sarà dato corso alla procedura della riscossione coattiva con aggravio di spese di interesse a mezzo ruolo o a mezzo ingiunzione fiscale.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di scadenza ma non ho più la pubblicità.

Se a seguito della ricezione dell’avviso di scadenza si riscontra di non avere più tutta la pubblicità che l’avviso riporta è sufficiente presentare la disdetta di tutti i mezzi pubblicitari entro il 31 gennaio dell’anno in corso. Differente è il caso in cui si rimuova solo parte della pubblicità, perché in questo caso è necessario presentare entro il 31 gennaio dell’anno in corso apposita disdetta dei mezzi pubblicitari e versare l’imposta dovuta per la parte di mezzi pubblicitari ancora esposti. Successivamente potete effettuare il versamento compilando un nuovo bollettino di conto corrente, reperibile presso gli Uffici Postali, riportando le stesse diciture che riportava il vecchio conto corrente cambiando soltanto l’importo che verrà ricalcolato in base alla nuova situazione espositiva.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di scadenza ma l’intestazione del documento è errata.

Se l’intestazione del documento risulta errata è sufficiente presentare apposita dichiarazione di variazione dei dati anagrafici. Successivamente potete effettuare il versamento compilando un nuovo bollettino di conto corrente, reperibile presso gli Uffici Postali, riportando le stesse diciture che riportava il vecchio conto corrente cambiando esclusivamente i dati corretti.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di scadenza ma la mia attività è cessata.

Se si riceve l’avviso di scadenza e l’attività è cessata è importante presentare apposita disdetta di tutti i mezzi pubblicitari per cessata attività entro il 31 gennaio dell’anno in corso. Qualora ci sia un subentro nell’attività è sufficiente presentare la Dichiarazione di variazione dei dati anagrafici per l’aggiornamento del ruolo. Se il subentrante non ha apportato alcuna variazione nell’esposizione pubblicitaria è tenuto ad effettuare il versamento compilando un nuovo bollettino di conto corrente, reperibile presso gli Uffici Postali, indicando la nuova ragione sociale. Se il subentrante ha apportato variazioni nell’esposizione pubblicitaria è tenuto a presentare apposita dichiarazione e ad effettuare il versamento compilando un nuovo bollettino di conto corrente, reperibile presso gli Uffici Postali, indicando la nuova ragione sociale e l’importo aggiornato alla nuova situazione espositiva.

ICP – Ho ricevuto avviso di scadenza ma non ho più parte della pubblicità.

Nel caso in cui si sia rimossa parte della pubblicità riportata sull’avviso di scadenza è necessario presentare entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento, la Disdetta dei mezzi pubblicitari non più presenti e versare l’imposta dovuta per la parte di mezzi pubblicitari ancora esposti. Successivamente potete effettuare il versamento compilando un nuovo bollettino di conto corrente, reperibile presso gli Uffici Postali, riportando le stesse diciture che riportava il vecchio conto corrente cambiando soltanto l’importo che verrà ricalcolato in base alla nuova situazione espositiva.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di scadenza perché devo pagare?

Se si riceve l’avviso di scadenza significa che dai nostri ruoli il contribuente, vista la propria situazione espositoria, non è esente dal versamento ma bensì è assoggettato al tributo.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di scadenza e se non pago cosa mi succede?

Qualora non si effettui il versamento dell’imposta comunale sulla pubblicità nel termine stabilito sull’avviso di scadenza, si incorrerà ad un successivo avviso di accertamento per omesso o tardivo versamento che comporterà una sanzione del 30% dell’imposta.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di scadenza di cosa si tratta?

L’avviso di scadenza ha la funzione di ricordare al contribuente la scadenza per il versamento dell’Imposta comunale sulla Pubblicità e di rendere noto allo stesso la situazione espositiva che risulta a suo carico con l’elenco dei mezzi pubblicitari tassati.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di scadenza ma la pubblicità è errata.

Se l’avviso di scadenza riporta errori potete presentare nuova Dichiarazione di esposizione dei mezzi pubblicitari o Variazione dei mezzi esposti entro il termine indicato sull’avviso. Successivamente potete effettuare il versamento compilando un nuovo bollettino di conto corrente, reperibile presso gli Uffici Postali, riportando le stesse diciture che riportava il vecchio conto corrente cambiando soltanto l’importo che verrà ricalcolato in base alla nuova situazione espositiva.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di scadenza, quando scade?

La scadenza per il pagamento dell’imposta è riportata sull’avviso di scadenza e il termine generico è al 31 gennaio dell’anno in corso, salvo diverse disposizioni comunali.

ICP – Ho ricevuto l’avviso di scadenza, come faccio a pagare?

Per effettuare il versamento può: recarsi presso gli Uffici Postali, recarsi presso i nostri uffici locali e pagare in contanti o con assegno, saldare l’imposta anche con bonifico bancario/postale.

ICP – Ho diverse scritte sulla mia vetrina, devo calcolarle una ad una?

No, le scritte sulla vetrina vengono tassate nel loro insieme, circoscrivendo il messaggio pubblicitario come unico mezzo.

ICP – Ho diversi mezzi pubblicitari, posso sommare la superficie di tutti e poi applicare gli arrotondamenti di legge?

No, gli arrotondamenti di legge devono avvenire per ogni singolo mezzo pubblicitario, in quanto l’imposta viene calcolata su ogni singolo mezzo

ICP – Cosa significa monofacciale, bifacciale e polifacciale?

Il mezzo pubblicitario è: monofacciale, quando il messaggio pubblicitario compare su un solo lato del mezzo bifacciale, quando il messaggio pubblicitario compare sui due lati del mezzo polifacciale, quando il messaggio pubblicitario compare su più lati del mezzo.

ICP – Cos’è la pubblicità luminosa?

La pubblicità luminosa è caratterizzata dalla illuminazione del mezzo pubblicitario o con fari, o con ogni altro tipo di illuminazione, che permetta la visione del messaggio pubblicitario anche di notte.

ICP – Come posso sapere gli estremi di CCP o bonifico bancario per poter effettuare il pagamento?

Per qualsiasi informazione relativa all’imposta e al pagamento dell’imposta può contattare i nostri uffici o può recarsi nel nostro ufficio locale.

ICP – Come posso sapere se vi sono delle proroghe ai termini di pagamento per il Comune di mio interesse?

Per qualsiasi informazione relativa all’imposta e al pagamento dell’imposta può contattare i nostri uffici o può recarsi nel nostro ufficio locale.

ICP – Quanto tempo ho per presentare la dichiarazione di variazione?

La dichiarazione di variazione deve essere presentata nel momento in cui avviene la variazione su appositi moduli presenti sul nostro sito o in qualsiasi forma scritta.

ICP – Devo presentare la dichiarazione di variazione solo con il Vostro modulo prestampato?

No, la variazione può essere presentata in qualsiasi forma scritta.

ICP – Variazione: Esiste un modulo prestampato?

Si sul nostro sito www.treesseitalia.it, nella sezione “dichiarazione pubblicità permanente/temporanea”.

ICP – Non posso rimuovere il mezzo pubblicitario, come mi posso comportare?

Se non potete rimuovere il mezzo pubblicitario, potete oscurare o coprire il messaggio in modo da non essere visibile in alcun modo.

ICP – Ho rimosso il mezzo pubblicitario durante l’anno posso avere il rimborso?

Non si può avere il rimborso perché l’imposta viene determinata per anno solare.

ICP – Quanto tempo ho per presentare la disdetta?

La disdetta deve essere presentata entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento, qualora venga presentata dopo tale termine ha valore per l’anno successivo.

ICP – Devo presentare disdetta solo con il Vostro modulo prestampato?

No, la disdetta può essere presentata in qualsiasi forma scritta.

ICP – Disdetta: Esiste un modulo prestampato?

Si sul nostro sito www.treesseitalia.it, nella sezione “disdetta pubblicità permanente”.

Devo presentare la dichiarazione solo con il vostro modulo prestampato?

No, la dichiarazione può essere presentata in qualsiasi forma scritta.

La presentazione della dichiarazione comporta sempre il pagamento dell’imposta?

No, solo nel caso in cui non si rientri nell’esenzione prevista dal decreto legislativo n. 507 del 1993 art. 17.

La dichiarazione deve essere presentata ogni anno?

  • La dichiarazione della pubblicità annuale ha effetto anche per gli anni successivi, purchè non si verifichino modificazioni degli elementi dichiarativi cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta.

Quanto tempo ho per presentare la dichiarazione?

Il soggetto passivo (colui che dispone a qualsiasi titolo del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene diffuso) è tenuto a presentare apposita dichiarazione prima dell’effettiva esposizione pubblicitaria, nel quale devono essere indicate le caratteristiche, la durata della pubblicità, l’ubicazione dei mezzi pubblicitari utilizzati, e il messaggio pubblicitario che contiene.

CONTATTI

 

Ufficio Locale

Eventuali e maggiori chiarimenti, potranno essere richiesti all’Ufficio della Tre Esse Italia S.r.l. sito in Via Vincenzo Lunardi, 7 nel Comune di Guidonia Montecelio nei seguenti giorni ed orari:

 

Lunedì
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
Sabato
09 – 13
09 – 13
09 – 13
09 – 13
09 – 13
10 – 13
14 – 17
14 – 18
14 – 17
14 – 18
14 – 17
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Call Center e Contact center

Per comunicazioni e informazioni è anche possibile telefonare e inviare la documentazione ai seguenti recapiti:

  1.  Numero di Telefono  -  0774/300699
  2.  Numero di Fax  -  0774/1920134
  3.  Posta elettronica -  guidoniamontecelio@treesseitalia.it
  4.  Posta elettronica certificata- guidoniamontecelio@treesseitaliapec.it
  5.  Posta elettronica TARES- tares.guidoniamontecelio@treesseitalia.it
  6.  Posta elettronica TARSU -  tarsu.guidoniamontecelio@treesseitalia.it
  7.  Posta elettronica TARI - tari.guidoniamontecelio@treesseitalia.it
  8.  Posta elettronica TASI - tasi.guidoniamontecelio@treesseitalia.it
  9.  Posta elettronica IMU- imu.guidoniamontecelio@treesseitalia.it
  10.  Spedizione postale al seguente indirizzo: “TRE ESSE ITALIA SRL”   Via Vincenzo Lunardi, 7 - 00012 - GUIDONIA MONTECELIO - (RM)